La Storia
La Scuola Primaria "Tommaso Vitale" venne inaugurata nel lontano 1960 e prende il suo nome da un illustre cittadino di Nola,
Tommaso Vitale
Tommaso Vitale nacque a Nola il 7 gennaio del 1857 dall'avv. Francesco Vitale e da Donna Vittoria Trione . Il padre fu più volte sindaco della città e Capitano della Guardia Nazionale nel 1870. Frequentò da interno il R. Convitto "G. Bruno" di Maddaloni, dove compì con profitto gli studi classici. Laureatosi in giurisprudenza presso l'Università di Napoli, si dedicò alla vita pubblica e nel 1884 fu eletto sindaco supplente, non avendo compiuto ancora 27 anni.
Nel 1884 fu eletto Consigliere Comunale, nel 1890 Consigliere Provinciale, nel 1892 Sindaco e nel 1893 Deputato al Parlamento. Durante la sua attività svolse una molteplice opera in favore dei suoi concittadini: riuscì ad ottenere la concessione dell'acqua di Serino per Nola e Saviano, si preoccupò di far lastricare le strade, molte delle quali erano ancora in terra battuta, e di far costruire una rete fognaria e istituì la biblioteca comunale. Egli ridiede a Nola le vastissime estensioni di terreno dei Boschi Guadio e Fangone, fu con il Vescovo Agnello Renzullo il maggior artefice della ricostruzione del Duomo completamente distrutto dall'incendio del 1861, fece costruire la Villa Comunale ed il Foro Boario (il vecchio dove oggi si svolge il mercato ortofrutticolo quotidiano), fu promotore dell'erezione e dell'inaugurazione del monumento a Giordano Bruno.
Morì dopo una lunga malattia mentale a soli 49 anni, il 20 agosto 1906, nella villa Montesano, in via San Paolo Belsito. Gli amministratori del tempo, grati all'uomo per quanto aveva fatto nel
nome di Nola, gli dedicarono la strada principale della città, gli eressero un momumento nella villa Comunale e posero delle lapidi marmoree all'ingresso del Duomo e nella Cappella centrale del Cimitero.
Ancora oggi i nolani ricordano i meriti di quest'uomo che visse "incontaminato e beneficando", come si legge sulla lapide marmorea dedicatagli dalla classe operaia nella casa dove nacque.
La sua buona fama è, però, offuscata da un atto che Tommaso Vitale compì con una leggerezza incomprensibile: ordinò che fosse abbattuta l'antica fortezza degli Orsini, la vecchia "Arce Medioevale", per costruire su quell'area l'attuale Villa Comunale.